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Le vostre piantagioni artificiali soddisfano davvero gli standard antincendio che pensate rispettino?

Quando per uno spazio commerciale viene prescritto l’uso di piante artificiali, le prestazioni antincendio non possono essere lasciate al caso. Il termine “ignifugo” è ampiamente utilizzato, ma ciò che si nasconde dietro queste due parole può variare notevolmente da un prodotto all’altro.

In questo articolo vedremo quali domande dovresti porre prima di introdurre le piantagioni artificiali nel tuo prossimo progetto commerciale.

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Le vostre piantagioni artificiali soddisfano davvero gli standard antincendio che pensate rispettino?

Quando si prevede l’utilizzo di piante artificiali per un interno commerciale, l’espressione “ignifugo” può sembrare rassicurante. Sembra che il requisito sia soddisfatto, il prodotto appare adatto e l’attenzione può quindi concentrarsi sui dettagli visibili, quali la specie, le dimensioni, la forma e il modo in cui le piante si adattano alle indicazioni progettuali. Tuttavia, “ignifugo” non è uno standard antincendio.

I prodotti possono raggiungere le loro prestazioni antincendio in modi diversi, essere sottoposti a prove con metodi diversi ed essere certificati secondo norme diverse; ciò significa che due piante artificiali possono essere entrambe definite “ignifughe” pur avendo alle spalle procedure di prova e certificazioni molto diverse.

Nel caso di una pianta decorativa collocata in un punto fuori dalla portata delle persone, quella lacuna potrebbe facilmente passare inosservata, ma in un hotel, un ristorante, un aeroporto, un centro commerciale o un luogo di attrazione molto frequentato, dove le piante artificiali possono essere collocate sopra le persone, costeggiare i percorsi pedonali o integrarsi nell’arredamento circostante, merita molta più attenzione.

Non fermarti alle parole “ignifugo”

La prima cosa da approfondire è come il prodotto garantisca la propria resistenza al fuoco. Alcuni tipi di fogliame artificiale sono realizzati con proprietà ignifughe intrinseche al materiale stesso, mentre altri prodotti vengono sottoposti a un trattamento ignifugo a posteriori. La differenza è importante, soprattutto perché non consigliamo il trattamento applicato a posteriori quando la resistenza al fuoco è parte integrante delle specifiche tecniche.

Qualunque sia il metodo utilizzato, non bisogna limitarsi a credere ciecamente a quanto dichiarato. Ciò che conta sono i test effettuati sul prodotto, lo standard in base al quale è stato testato e la certificazione disponibile a sostegno di tali risultati. La semplice dicitura “ignifugo” non è di per sé sufficiente.

È proprio in questi casi che richiedere la documentazione diventa fondamentale. Un certificato offre un elemento concreto da confrontare con le specifiche tecniche, invece di affidarsi alla descrizione riportata sulla pagina del prodotto o nel preventivo e, cosa ancora più importante, garantisce la tranquillità di avere a portata di mano la documentazione corretta nel caso in cui un addetto alla sicurezza antincendio effettui un sopralluogo.

Non tutti gli standard sono intercambiabili

Le norme antincendio variano a seconda dei paesi e dei settori industriali; pertanto, il fatto che un prodotto abbia superato una prova non significa automaticamente che soddisfi tutti i requisiti antincendio che potrebbe dover rispettare in un altro progetto.

Ciò assume particolare importanza nei progetti internazionali, dove le specifiche di piantumazione originariamente elaborate per un determinato Paese potrebbero dover soddisfare requisiti completamente diversi quando lo stesso concetto viene applicato altrove.

Stabilire fin dall'inizio lo standard richiesto permette di verificare che la vegetazione proposta sia adeguata al Paese e allo spazio in cui verrà collocata.

Cosa succede quando la piantumazione è personalizzata?

Un albero alto cinque metri può sembrare un unico oggetto quando ci si passa accanto, ma dal punto di vista della produzione può essere composto da numerosi elementi. 

La struttura interna, il fusto, i rami, il fogliame, i sistemi di fissaggio e i materiali di finitura fanno tutti parte di ciò che alla fine viene incorporato nell’edificio, il che rende le specifiche più complesse rispetto alla semplice scelta di un fogliame ignifugo.

Ecco perché è opportuno discutere dei requisiti antincendio mentre il prodotto su misura è ancora in fase di sviluppo, in modo che possano influenzare la scelta dei materiali e il processo di lavorazione dell’albero, anziché diventare un problema da risolvere solo una volta che il progetto è già stato finalizzato.

Ciò non significa però scendere a compromessi rispetto a ciò che il designer vuole realizzare. Alcuni degli alberi più grandi e insoliti che produciamo sono destinati a spazi soggetti a rigidi requisiti antincendio, quindi le decisioni tecniche vengono prese dietro le quinte, mentre il progetto originale rimane in primo piano.

Allora, cosa dovresti chiedere?

Prima di scegliere delle piante artificiali per un progetto commerciale, non limitarti a chiedere se sono ignifughe. Chiedi in base a quale norma è stato testato il prodotto, richiedi la relativa certificazione e assicurati che la documentazione si riferisca specificatamente al tipo di fogliame fornito.

Per progetti di piantumazione su misura, è opportuno affrontare fin dall’inizio la questione dei requisiti antincendio, in modo che possano essere integrati nel processo di realizzazione, anziché diventare un aspetto da affrontare in una fase successiva.

Si tratta di una discussione relativamente breve da affrontare all’inizio di un progetto, ma importante, perché quando in un capitolato si parla di “ignifugo”, ciò dovrebbe significare ben più di due parole su una pagina.

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